La pentola a pressione sta rivivendo un momento di popolarità tra gli italiani, perché permette di risparmiare una notevole quantità di tempo, acqua ed energia. E con un po' di pratica la si può usare per la cottura delle pietanze più svariate

Come funziona la pentola a pressione?

Il funzionamento della pentola a pressione si basa sul principio secondo cui con l’aumentare della pressione aumenta anche il punto di ebollizione dell’acqua. Bloccando ogni fuoriuscita d’aria e vapore si ottiene un conseguente aumento della pressione interna che può arrivare a 2 bar (il doppio rispetto a quella nell’atmosfera). In questo modo il punto di ebollizione arriva a 120°C, permettendo alle pietanze di cuocere molto più rapidamente.
La fiamma va tenuta piuttosto alta fino al raggiungimento della temperatura giusta, dopo di che va tenuta bassa e costante.

La cottura in pentola a pressione è sostenibile?

Certamente sì. La pentola a pressione è un utensile vantaggioso sotto molti punti di vista, permette di risparmiare una notevole quantità di tempo (si riduce in alcuni casi anche della metà)  e di energia poiché le perdite di calore sono minime e i tempi di cottura si riducono drasticamente rispetto alla pentola normale. Inoltre permette di risparmiare acqua fino a due terzi rispetto alla cottura di tipo tradizionale.

Ma la cottura in pentola a pressione distrugge le proprietà nutritive dei cibi?

È vero solo in parte. Se da un lato l’innalzamento delle temperature di cottura può contribuire alla distruzione di alcune vitamine termosensibili, dall’altra bisogna considerare che l’aumento di temperatura di poche decine di gradi è compensato dalla drastica riduzione dei tempi di cottura. Inoltre la cottura a vapore o con poca acqua evita la dispersione delle vitamine idrosolubili che altrimenti andrebbero disperse nell’acqua di cottura. Comunque è sempre consigliabile riutilizzare  l’acqua di cottura per la preparazione di altre pietanze, per evitare qualsiasi tipo di spreco.

Cosa posso cucinare con la pentola a pressione?

Anche se il suo utilizzo è spesso limitato a quei cibi che richiedono lunghi tempi di cottura e che non necessitano di una preparazione più particolareggiata (per esempio legumi, patate o cereali integrali), con un po’ di pratica diventa un utensile perfetto anche per piatti alternativi come risotti, sughi, pesce etc. Con l’apposito cestello inoltre  la si può utilizzare anche per la cottura al vapore, che evitando il contatto con l’acqua permette ai cibi di conservare intatte le qualità organolettiche  e nutritive (che altrimenti andrebbero disperse con il liquido di cottura).

Alcuni consigli:

Non riempire troppo la pentola, in genere non si va mai oltre i 2/3 della capienza, segnalati in genere da una tacca all’interno;
Aprirla solo dopo che il vapore è totalmente fuoriuscito. E’ consigliabile spegnerla qualche istante prima del termine di cottura e lasciare che il getto di vapore si esaurisca da solo.

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