La misura voluta dall’amministrazione Obama (inserire i calabroni tra le specie protette) è fortemente criticata perché rischia di scombussolare i piani economici di alcune delle più potenti corporation della chimica

in collaborazione con – EchiS Incroci di Suoni 

Poche settimane prima che Obama lasciasse la Casa Bianca, l’amministrazione statunitense approvava una normativa per inserire i calabroni tra le specie protette perché in via di estinzione.
L’amministrazione Trump ha congelato la normativa, chiedendo una moratoria di 60 giorni per valutare le conseguenze del nuovo regolamento. Secondo molti Trump sarebbe pronto a tornare indietro pur di tutelare gli interessi delle multinazionali dell’agricoltura.

Il Bombus affinis, comunemente noto negli Stati Uniti come Rusty patched bumblebee, è la prima sottospecie della famiglia delle api, negli Usa, ad essere inserita tra le specie a rischio di estinzione. Endemica del Nord America il bumblebee ha subito una drastica riduzione a partire dagli anni ’90, a causa di una serie di fattori tra cui il cambiamento climatico, la distruzione dell’habitat naturale e l’uso massiccio di pesticidi tossici.

Secondo il bollettino diramato lo scorso dicembre dall’agenzia dell’ambiente governativa Fish and Wildlife Service, il numero di questo particolare tipo di calabroni si è ridotto dell’87 per cento negli ultimi 25 anni. Una tale drastica diminuzione, spiega il Fish and Wildlife Service, lo sta portando sull’orlo della scomparsa ma rischia di avere drammatiche conseguenze che vanno ben al di è della famiglia di calabroni e api. I Bumblebee insieme a tanti consimili sono infatti responsabili dell’impollinazione di numerose specie e tra queste di diverse colture con un valore economico non irrilevante. Ortaggi, alberi da frutta ma anche cereali e boschi, dipendono, per la loro riproduzione, dal servizio di questi importantissimi insetti.

Eppure, nonostante sia da molti ritenuto un atto dovuto, la misura voluta dall’amministrazione Obama è fortemente criticata perché rischia di scombussolare i piani economici di alcune delle più potenti corporation della chimica: multinazionali del calibro della Bayer e della Syngenta che da sole controllano un’ingente fetta del mercato dei pesticidi e delle sementi.

La protezione dei calabroni rischia di trasformarsi infatti in un potente ostacolo allo sviluppo e alla commercializzazione di pesticidi come i neonicotinoidi, oggi banditi in numerosi stati tra cui il Canada e l’Unione europea. Come sottolinea la rivista statunitense Mother Jones, i neonicotinoidi sono i pesticidi più diffusi al mondo e i ricavati delle loro vendite, dominate da Bayer e Sygenta, si agirano attorno ai 2,6 miliardi di dollari all’anno.

Se l’Unione europea ha approvato una moratoria su alcuni dei neonicotinoidi più utilizzati in agricoltura è proprio per le pesanti implicazioni riscontrate sugli impollinatori, gli uccelli e altri animali acquatici.
La questione del divieto di utilizzo di questi pesticidi è da tempo discussa anche negli Stati Uniti dove l’Epa, l’agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente, sta attualmente effettuando una valutazione circa i rischi che possono avere api e altri insetti.
Nell’ambito delle sue verifiche, l’Epa non potrebbe fare a meno di considerare le specie a rischio e l’inserimento del Bombus affinis nella lista degli animali in via di estinzione rischierebbe di bloccare l’uso dei pesticidi proprio in alcune delle aree in cui maggiori sono i guadagni delle società.
L’amministrazione Trump minimizza, sottolineando che il congelamento della disposizione rientra in una disposizione più generale volta a valutare tutte le normative approvate dal precedente governo ma non ancora entrate in vigore. La preoccupazione degli ambientalisti e di ampi settori della scienza è tuttavia molto forte. La protezione del calabrone, su cui si sta lavorando da decenni, rischia infatti di finire schiacciata dal rullo compressore del nuovo governo statunitense, dominato dagli interessi delle corporation.
“Vale la pena notare”, scrive Mother Jones che l’uomo scelto da Trump per guidare la squadra di transizione all’Epa è Myron Ebell, animatore, tra le altre cose, del sito web Safechemicalpolicy.org realizzato per migliorare l’immagine dell’industria chimica e minimizzare gli impatti su salute e ambiente.

In ballo non ci sono solo i neonicotinoidi ma i piani di sviluppo della chimica e dell’agricoltura nei prossimi decenni.
Come dimostra la recente acquisizione di Monsanto da parte di Bayer, le multinazionali della chimica sono infatti sempre più presenti in agricoltura. E uno dei settori più rilevanti di sviluppo è senza dubbio quello delle sementi che vengono geneticamente modificate in modo da rendere le colture resistenti a certi tipi di pesticidi. Un sistema che permette alle società di vendere in un unico pacchetto sia i semi che i pesticidi ad essi associati. Sempre a patto che le normative sull’ambiente lo consentano.

commenti (0 )

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato

Puoi usare questi tag e attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>