Barilla:
Barilla Holding, Via Mantova 166, 43122 Parma, Italia.

FATTURATO:
3,2 miliardi di euro (2014)

MARCHI PRESENTI:
Barilla, Harry's, Mulino Bianco, Pavesi, Piccolini, Ringo, Togo, Voiello, Wasa

INFORMAZIONI GENERALI

Barilla Holding, con sede a Parma, è la prima multinazionale al mondo per la produzione di pasta. La proprietà del gruppo appartiene al 100% alla famiglia Barilla. E’ al 25° posto per fatturato tra tutte le imprese italiane. E’ composta da più di 40 società a cui fa capo Barilla Holding spa, seguita da Barilla Iniziative srl, da Barilla G e R Fratelli Spa (75% del fatturato del gruppo). Produce pasta, sughi e prodotti da forno, gestisce a livello internazionale e nazionale i marchi Barilla e Lieken Ag. (25% del fatturato, domiciliata in Germania e produttrice di pane e prodotti da forno).

AREE DI PRODUZIONE E COMMERCIALIZZAZIONE

L’intero gruppo possiede quasi 30 siti produttivi, 14 dei quali in Italia, 10 in Europa e 6 nel resto del mondo. Le sedi totali del gruppo sono invece 26, di cui 1 in Italia, 14 in Europa e 11 nel resto del mondo, tra i quali figurano paesi con regimi ritenuti oppressivi.  
Nel 2014 il gruppo Barilla ha fatturato 3.254 mld di euro ( 49% in Italia, 29% in Europa, 16% in America e 5% in Asia, Africa e Australia), mentre gli investimenti operati, relativi a beni strumentali, ricerca e sviluppo ammontano per lo stesso anno a 155 milioni di euro.
Barilla acquista circa 800 tipi di materie prime e 50 tipologie di materiali di confezionamento da quasi 1.200 fornitori in tutto il mondo.
Le filiere più importanti per Barilla sono quelle relative alle materie prime quali grano duro, grano tenero, segale, pomodoro, uova e oli vegetali, definite “strategiche”, in quanto rappresentano gli ingredienti principali dei prodotti del Gruppo. Nel mercato italiano è presente, tra gli altri, con i marchi Barilla, Voiello, Mulino Bianco, Ringo, Togo, Pavesi, Gran Cereale, Wasa e Harry’s.

AMBIENTE E SOCIETA’

Sul Report di Sostenibilità 2015 Barilla scrive: “Entro il 2020 Barilla vuole garantire una produzione attenta alle risorse del Pianeta: migliorando continuamente il ciclo di vita dei prodotti, in termini di emissioni di gas serra, acqua e utilizzo del suolo. E altrettanto acquistare materie prime in modo responsabile nel rispetto dei diritti umani e del lavoro, del benessere animale e di quello del Pianeta”. Barilla si avvale di diverse filiere controverse, tra cui quella dell’olio di palma (Malesia e Indonesia), dei derivati del cacao (Africa Occidentale) e del pomodoro (Cina). L’azienda riconosce le problematiche connesse all’approvvigionamento di tali materie prime e partecipa a due organizzazioni che hanno lo scopo di migliorare la sostenibilità delle filiere del cacao e dell’olio di palma, rispettivamente WCF (World Cocoa Foundation) e RSPO (Roundtable on Sustainable Palm Oil) quest’ultimo relativamente al 32% dell’olio di palma acquistato.
Barilla richiede al 100% dei propri fornitori di sottoscrivere il codice etico aziendale.

Barilla ogni anno consuma circa 24.000 tonnellate di uova, per l’80% in Italia e il resto prevalentemente in Francia, Stati Uniti e Brasile.
Il grano duro proviene da Italia, Brasile, Messico, Turchia, Grecia e Stati Uniti.
Per quanto riguarda la riduzione dei consumi, Barilla afferma di aver ridotto, dal 2010 al 2014 le emissioni di CO2 del 20%, il consumo di acqua del 20%. Sono tuttavia aumentate le tonnellate di rifiuti prodotte (peso tot per tonnellata di prodotto) e il consumo totale di energia, passato da 4,7 mln GJ a 4,8 (42% elettrica, 58% termica). Sul report sono presenti numerose informazioni volte principalmente a pubblicizzare l’impegno del Gruppo (tra cui anche quello di offrire una dieta sana), tralasciando però informazioni quali ricorsi ai paradisi fiscali e siti produttivi in paesi con regimi oppressivi.

INFORMAZIONI AGGIUNTIVE

Anche Barilla, come Kraft, Cocacola, Danone, Nestlè e molti altri, aderisce a Ciaa, un’associazione che ha lo scopo di rappresentare gli interessi della grande industria rispetto alle istituzioni europee e che ha portato avanti una campagna affinchè non venissero apportati in etichetta un sistema di bollini indicanti i prodotti da preferire in base al contenuto di grassi.
Tra i soci del gruppo, figura dal 1979 la famiglia elvetica Anda-Bührle, grande azionista anche del gruppo Oerlikon (che in passato ha rifornito di armi il regime Nazista e nel dopoguerra diverse dittature in Africa e Asia)*
Nel 2010 il Tar del Lazio ha confermato la condanna dell’Antitrust inflitta all’azienda per Pubblicità ingannevole del prodotto Alixir.
Nel 2009 il gruppo è stato condannato a pagare una multa di 5,7 milioni di euro per aver formato, assieme ad altri 25 produttori di pasta, un cartello per la fissazione del prezzo del prodotto.

CERTIFICAZIONI

ISO 50001
ISO 14020
ISO 4021
ISO 14001 (86% degli stabilimenti)
GlobalGAP (relativamente al 20% delle forniture di pomodoro)

FONTI

wikipedia.it
barilla.it
barillagroup.it
*Guida al consumo critico ed. Nuovo mod. di Sviluppo

ATTENZIONE: il voto di questa scheda potrebbe basarsi su dati incompleti poiché l'azienda
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