Il docufilm di Leonardo DiCaprio si prefigge di raccontare al mondo intero quali soluzioni potranno salvarci dal global warming.

Leonardo DiCaprio, attore molto attento alle tematiche ambientaliste, è stato scelto dall’ONU come ambasciatore di pace contro i cambiamenti climatici, per raccogliere le testimonianze di scienziati, popolazioni indigene e personaggi eminenti come Barack Obama e Papa Francesco, in un viaggio che lo condurrà dai ghiacciai della Groenlandia alle foreste in fiamme di Sumatra, fino al Vaticano alla ricerca dei segni del riscaldamento globale e le relative soluzioni.
DiCaprio, che ha già devoluto diverse decine di milioni di euro  alla causa, tramite la sua fondazione, sostiene che la situazione ci sia sfuggita di mano e che questa sia in peggioramento col passare degli anni, dunque la soluzione al problema pare essere la crescita della coscienza collettiva che attui un cambiamento radicale e rapido, per salvaguardare l’intera popolazione del pianeta.
La garanzia della riuscita del progetto? Il regista del docu-film, Fisher Stevens, vincitore nel 2010 dell’Oscar per il miglior documentario con The Cove, il film da lui prodotto La baia dove muoiono i delfini, sul tema della caccia ai delfini in Giappone.

Resta da chiedersi se il tema sarà realmente ascoltato. L’impressione è che servano immagini molto più incisive per sensibilizzare gli utenti. Insomma sembra che DiCaprio voglia metterci in guardia dicendoci: “Non facciamo la fine del Titanic e impegniamoci tutti a preservare la nostra sopravvivenza su questa terra”.

Il docu-film prodotto da Martin Scorzese dura un’ora e trentacinque minuti, è stato girato in collaborazione con National Geographic ed è andato in onda su Sky, Tv8 e Fox. Ora lo si può vedere in rete sul canale Youtube di NatGeo (a questo link).

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