Troppi zuccheri, grassi, farine raffinate e additivi. Che siano un cibo da evitare, soprattutto per i più piccoli, lo sanno in tanti. Ciò nonostante sono uno degli alimenti industriali più diffusi. Le compra il 97% delle famiglie con bambini. Cerchiamo di capire se ha senso parlare di classifica delle "migliori merendine".

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STORIA

Le merendine industriali come le conosciamo oggi nascono attorno agli anni ’50. Il primo fu “il Mottino” un mini panettone commercializzato da Motta e considerato il “capostipite di tutte le merendine”

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Negli anni sessanta fa la sua comparsa sul mercato italiano la prima merendina confezionata, il Buondì, cui sapore e consistenza vogliono richiamare le caratteristiche del panettone.

Nel 1961 esce Brioss, la celeberrima merendina che imita una fetta di torta casalinga.

Ma è negli anni 70, per rispondere ad uno stile di vita che si è fatto via via più “dinamico” che  le merendine così come le conosciamo entrano definitivamente nelle case degli italiani. Saccottino, Crostatina, Fiesta, Girella, tutti prodotti che possiamo trovare ancora oggi nei supermercati e che sono entrati nella nostra cultura recente oltre che nelle nostre dispense.

IL MERCATO

Oggi le merendine hanno raggiunto una penetrazione sul mercato italiano che sfiora il 100% (ciò significa che la quasi totalità della popolazione ne ha in casa una confezione) per un giro d’affari di 980 milioni di euro*.
Gli attori principali nel nostro paese sono Ferrero e Barilla (che si contendono oltre la metà delle vendite complessive), seguono Bauli, Colussi, Galbusera, Loacker e realtà minori ma che hanno visto negli ultimi anni una rapida crescita come Delser, Balconi, il Vecchio Forno, Baroni e Gandola.

SALUTE

Merendineitaliane.it è un sito promosso da AIDEPI, l’Associazione Italiana del Dolce e della Pasta Italiane, che, oltre a fornirci informazioni sulla storia delle merendine si occupa di sfatare quelli che vengono da loro definiti “falsi miti” come quello sullo zucchero.

Nel sito leggiamo come “il glucosio sia una forma di energia indispensabile per il funzionamento della maggior parte delle nostre cellule, in particolare le cellule nervose e le cellule del sangue. Secondo gli autori del sito risulterebbe quindi falsa la credenza secondo cui lo zucchero farebbe male e non andrebbe dato soprattutto ai bambini.

Peccato che il glucosio (naturalmente presente in molti alimenti come ad esempio la frutta) e lo zucchero o saccarosio, non siano esattamente la stessa cosa. Mentre il primo è un monosaccaride, uno zucchero definito “semplice”, il saccarosio è un disaccaride formato da una molecola di glucosio e una di fruttosio. Quest’ultimo, lo diciamo con le parole del Dott. Franco Berrino,   “ostacola il buon funzionamento dell’insulina, l’ormone che regola i livelli di glucosio nel sangue, permettendogli di entrare all’interno delle cellule, dove viene bruciato per produrre energia“. “Sono sempre di più gli indizi scientifici che mostrano una correlazione tra assunzione di zucchero e tumori” (pancreas, intestino, mammella).

Le merendine oltre a contenere in linea generale un alto contenuto di zuccheri, contengono farine raffinate, grassi (non sempre identificabili), conservanti e un numero di additivi che lasciano presupporre una scarsa qualità degli alimenti di base. In generale non sono un alimento bilanciato, perché povero a livello nutrizionale, a fronte di livelli troppo alti di grassi e zuccheri: difficile pertanto poter parlare di “migliori merendine”. La loro diffusione è dovuta alla praticità delle confezioni monodose, che lo rendono un alimento comodo da portare con se e adatto ad essere consumato in vari momenti della giornata. A supporto di questa “comodità” campagne pubblicitarie martellanti destinate ad attrarre soprattutto i più piccoli, ma anche i genitori, declamando una presunta “genuinità” che si può facilmente smentire dando un’occhiata agli ingredienti in etichetta.

A tal proposito vi ricordiamo che è possibile classificare i prodotti della categoria merendine, così come tutti i prodotti del nostro database, sulla base dei nutrienti presenti nella tabella nutrizionale (es. zuccheri).

LE ALTERNATIVE

Anche se negli ultimi anni il mercato si è evoluto e l’offerta si è ampliata andando incontro anche a chi ha uno stile di vita più sano, restano comunque un tipo di alimento lavorato industrialmente che è sempre meglio sostituire con frutta (fresca o secca) cereali integrali non zuccherati  e cibi preparati in casa, di cui conosciamo la composizione. Inoltre gli ingredienti di questo tipo di prodotto provengono da ogni parte del mondo, difficilmente i produttori di merendine si approvvigionano da produttori italiani. Questo implica costi significativi da un punto di vista ambientale. Se in più aggiungiamo che la maggioranza dei prodotti presi in considerazione contiene ingredienti provenienti da filiere controverse, quali olio di palma, cacao, caffè e vaniglia, all’origine dei quali è pressoché impossibile risalire viste le poche informazioni messe a disposizione dalle aziende (tra queste un distinguo va fatto per Ferrero, che negli ultimi anni ha implementato ambiziosi progetti sulle filiere agricole) se ne può concludere che una bella fetta di pane integrale fatto in casa con del miele a km0, avrà forse meno presa sui vostri bambini e richiederà forse un po’ più del vostro tempo, ma non ha che vantaggi per la vostra salute e per l’ambiente.

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*merendineitaliane.it

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