Dopo la puntata di Report condotta da Milena Gabanelli e andata in onda su Rai3 lo scorso 6 gennaio 2016, i padroni dei cani – e anche quelli dei gatti – sono inorriditi di fronte alla scoperta disarmante: le crocchette in vendita nei negozi specializzati e nei comuni supermercati nascondono tanto, troppo. Il cibo dei loro amici a quattro zampe anche se gourmet, di raffinato e sano ha ben poco.

Ciò che è emerso dal servizio – che potete rivedere qui – è quanto segue: una dieta casalinga per i cani è la soluzione migliore  vista anche la poca trasparenza delle etichette delle crocchette. I prodotti (costosissimi) in questione sono composti sì da pesce, carne e cereali, ma le quantità e le tipologie non sono definite e soprattutto la percentuale è bassissima (quasi sempre non superiore al 4%). Se si analizza inoltre la provenienza di quelli che sono gli ingredienti principali, quasi mai è possibile riuscire a definirla.

Insomma, le informazioni di base che dovrebbero essere facilmente rintracciabili, diventano irreperibili. Gli scarti di macellazione diventano gli elementi principali di tutti i tipi di crocchette di cani e gatti. Se si pensa inoltre che i grandi brand dell’industria alimentare canina non hanno permesso l’accesso nei loro stabilimenti alla troupe di Report per questa inchiesta, tutto diventa torbido e fa storcere il naso.

Inoltre, la presenza di aflatossine riscontrata nella maggior parte dei campioni di crocchette presi in esame, può portare a malformazioni, diarrea e addirittura a tumori. Visto però che per le aziende non c’è obbligo di indicarli sulle confezioni, questa informazione viene troppo spesso omessa a discapito dei nostri migliori amici e della loro salute.

Accanto ai veterinari che difendono a spada tratta le multinazionali del cibo per animali, si schierano veterinari (pochi) che consigliano una dieta casalinga e naturale, basata su alimenti facilmente reperibili di cui ci nutriamo anche noi. Va detto e sottolineato però, che replicare il modello utilizzato anni e anni fa nelle famiglie, ovvero quello di alimentare cani e gatti con i nostri scarti, è sbagliato.

Le quantità di carboidrati, proteine e grassi devono essere comunque tenute d’occhio, senza esagerare, senza estremismi e senza allarmismi: eccedere in una cosa o in un’altra è del tutto deleterio. Quali sono gli alimenti da utilizzare e come?

Sì a carne e pesce: bolliti senza sale, ovviamente privati di ossa per quanto riguarda la carne e di spine per quanto riguarda i pesci.

Sì anche a pasta e riso: fatti cuocere senza sale e lavati dall’amido.

L’uovo cotto: dell’uovo non si butta via niente, nemmeno il guscio che, diviso piccoli pezzi, è una buona fonte di calcio.

Sì anche a frutta e verdura, che sono un’ottima fonte di vitamine, ma senza esagerare.

Via libera anche al pane, non fresco però, ma raffermo.

I cibi invece che bisogna evitare nella dieta dei cani sono: cipolla, aglio e cavolo, perché potrebbero danneggiare i globuli rossi. No all’avocado perché tossico. No anche a cioccolata, caffè e tè, a causa delle loro sostanze eccitanti che se assunte in quantità più alte potrebbero portare anche alla morte. Da evitare anche uva e uvetta per salvaguardare i reni, ma anche i funghi perché velenosi. Noccioli della frutta, succo di agrumi, luppolo e alimenti crudi: non introducete in alcun modo questi alimenti nella dieta del vostro cane.

Ovviamente, prima di prendere qualsiasi tipo di decisione, consultate un veterinario in merito alle quantità giuste per il vostro cane: peso, razza, età e altre caratteristiche sono estremamente influenti nella scelta del tipo di alimentazione da adottare.

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