Via libera dall'Unione Europea all'introduzione in etichetta della provenienza di latte, yogurt e latticini, con Coldiretti e Codacons che chiedono l'estensione della norma ad altri prodotti.

Un importante passo verso un consumo consapevole è stato fatto con la norma europea che introduce in Italia dal 1 gennaio 2017 l’obbligo di indicare in etichetta da dove provenga il latte fresco che troviamo al supermercato e negli yogurt, nei latticini e nei formaggi.
Il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo ci tiene a sottolineare come l’etichetta risolva il problema del finto “Made in Italy”, indicando come ben tre quarti dei cartoni di latte venduti siano di origine straniera, così pure il 50% delle mozzarelle vendute che pare siano cagliate con prodotti esteri o fatte con latte estero.
Sarà specificato dunque in etichetta il luogo di mungitura del latte, quello di condizionamento e quello di trasformazione dello stesso. Se questo avverrà nello stesso luogo, in etichetta troveremo un unico luogo d’origine. Qualora invece i tre processi avvenissero in posti diversi, potremo trovare scritto Miscela di Latte di Paesi UE per la mungitura, Latte condizionato in Paesi UE e Latte trasformato in Paesi UE. Se tali operazioni fossero fatte fuori UE troveremo scritto “Non UE”
Questa operazione consentirà al produttore italiano di vendere il latte al giusto prezzo: si calcola che negli ultimi 5 mesi e mezzo il costo del latte fuori contratto sia salito di oltre 40 centesimi. “Con questa norma invece si può pagare bene e nel giusto modo gli allevatori senza gravare sui costi del consumatore” conclude Moncalvo.

Coldiretti, supportata dal Codacons, fa notare che un terzo della nostra spesa alimentare resta sguarnita di informazioni di questo tipo. Ad andare sotto lente di ingrandimento i prodotti come il latte a lunga scadenza, gli affettati, i succhi di frutta, la pasta, il concentrato di pomodoro, i sughi pronti e la carne di coniglio.
“Non è infatti ben noto da quale parte del mondo arrivino le materie prime che compongono questi prodotti” – dice Carlo Rienzi, presidente Codacons – il quale poi aggiunge come il consumatore informato, sapendo cosa mangi, può modificare le proprie scelte economiche verso un prodotto di qualità e che sostiene la nostra nazione.

commenti (0 )

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato

Puoi usare questi tag e attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>