COS’È

E’ l’olio ottenuto dai semi della colza, una pianta dai fiori gialli originaria delle zone collinari. Maggiori produttori mondiali sono il Pakistan, l’India e il Canada.  In voga negli anni ’60 come combustibile “ecologico” in tempi più recenti è diventato un ingrediente dell’industria alimentare. È un olio controverso sia da un punto di vista salutare (è considerato un olio poco pregiato, ottenuto tramite spremitura ad alte temperature e raffinato) sia ambientale poiché proviene per la maggior parte da coltivazioni OGM.

UTILIZZI NELL’INDUSTRIA ALIMENTARE

Viene utilizzato come olio da frittura o come emulsionante nella produzione di prodotti dolciari da forno. In Italia raramente viene utilizzato a livello domestico ma si può trovare come ingrediente in prodotti industriali da forno. Si cela spesso dietro la dicitura generica di “oli vegetali” in margarina e prodotti dolciari. Viene anche usato come olio da frittura dalla grande ristorazione.

SALUTE

È sempre stato considerato un olio di scarsa qualità e non ha mai ricevuto larghi consensi, sia perché si tratta di un olio raffinato, deodorizzato e decolorizzato con l’ausilio di solventi, sia perché alcuni studi (poi confutati) lo accusavano in passato di comportare disturbi al fegato per l’acido erucico in esso contenuto. In tempi più recenti viene prodotto un olio di colza con livelli di acido erucico inferiori, altrimenti detto olio di canola (che sta per CANadian Oil Low Acid) che ha aperto la strada al suo utilizzo in campo alimentare. In diversi paesi come la Germania, la Svizzera, la Francia e Stati Uniti si trova comuniemente sugli scaffali dei supermercati e da alcuni è considerato un olio salutare in virtù degliOmega 3 in esso contenuti. In realtà questi acidi grassi si possono trovare in oli più nobili che vengono spremuti a freddo e senza l’utilizzo di solventi.

Diversi studi in tempi più recenti lo hanno riabilitato come un olio indicato per chi soffre di diabete di tipo 2 e di problemi cardiovascolari.