olio di palma
FUNZIONE: ingrediente base

COS’È

Lolio di palma è un olio vegetale ricavato dai semi della palma da olio. Oltre che in campo alimentare è utilizzato in cosmesi e nella produzione di biocarburante. A temperatura ambiente si presenta allo stato solido o semi solido ma grazie ad un processo di frazionamento è possibile separarne la componente liquida da quella solida.

E’ necessario distinguere in questo senso l’olio di palma extravergine (di colore rosso rubino e molto più ricco a livello nutrizionale) da quello più largamente usato nell’industria (giallo paglierino), che ha subito una lunga serie di trasformazioni e di raffinazioni affinché il prodotto originario non irrancidisca (problema quasi assente negli olii ottenuti da semi oleaginosi) e resti stabile nel tempo.

UTILIZZI NELL’INDUSTRIA ALIMENTARE

E’ l’olio commestibile più utilizzato nell’industria alimentare in virtù del fatto che è uno degli olii più economici sul mercato. L’Italia è il primo importatore in Europa.

Inoltre è sempre più richiesto dai mercati occidentali in seguito alla ricerca di un’alternativa agli acidi grassi trans. È usato come olio da frittura o come ingrediente nella produzione di snack, prodotti di pasticceria industriale, cioccolato, gelato, latte condensato, prodotti da forno quali creakers e grissini etc.

IL PROBLEMA AMBIENTALE

Malesia e Indonesia da sole coprono le esportazioni mondiali per l’85%. La produzione di palma da olio comporta consistenti effetti collaterali a livello ambientale, già ampiamente  denunciati da GreenpeaceIn Indonesia le monoculture di palma da olio sono causa della deforestazione di importanti aree di foresta pluviale e rappresentano una minaccia per la biodiversità di quei territori. Inoltre questo tipo di coltivazione viene praticato drenando il terreno con una rete di canali che vengono utilizzati per il trasporto dei tronchi. In un secondo momento i canali vengono svuotati per prosciugare il terreno. La biomassa residua viene rimossa con il fuoco, sebbene questa sia una pratica vietata per legge.

Le emissioni di carbonio prodotte dalla coltivazione di palma da olio sono stimate tra i 200 e i 400 milioni di tonnellate. L’utilizzo massiccio di diserbanti e pesticidi inquina il terreno e le aree circostanti, inoltre diverse specie di animali sono minacciate dall’espansione di queste culture.

SALUTE

Gli effetti sulla salute  sono stati oggetto di diversi studi. L’alto livello di acidi grassi saturi dell’olio di palma rappresenta una minaccia per l’insorgere di malattie cardiovascolari, come denunciato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità in seguito agli studi effettuati. In ogni caso l’assunzione di questo alimento non dovrebbe rappresentare un problema se avviene in quantità moderate e non viene abbinato ad un eccessivo consumo di colesterolo (presente soltanto nei prodotti di origine animale). Il problema dell’olio di palma è la presenza pervasiva in quasi tutti i prodotti da forno industriali, che fa si che il limite giornaliero consigliato possa essere facilmente superato.

Il parere dell’EFSA

Il 4 maggio 2016 l’EFSA, (l’Autorità europea per la sicurezza alimentare) ha fissato una dose giornaliera tollerabile di 0,8 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo al giorno (µg/kg di peso corporeo/giorno) sulla base degli studi effettuati che collegano l’olio di palma a sostanze rischiose per la salute. Le sostanze incriminate sarebbero i glicidil esteri degli acidi grassi (GE), 3monocloropropandiolo (3-MCPD), e 2-monocloropropandiolo (2-MCPD) e loro esteri degli acidi grassi. Queste sostanze si formano durante il processo di raffinazione ad alte temperature degli oli vegetali. In particolare nell’olio di palma e grassi di palma sono state rilevate quantità maggiori rispetto agli altri oli esaminati. La dottoressa Helle Knutsen, presidente del gruppo di esperti CONTAM sui contaminanti alimentari dichiara che “ci sono evidenze sufficienti che il glicidolo sia genotossico e cancerogeno, pertanto il gruppo CONTAM non ha stabilito un livello di sicurezza per i GE”.

I più esposti risulterebbero essere i bambini poiché “‘l’esposizione ai GE dei bambini che consumino esclusivamente alimenti per lattanti costituisce motivo di particolare preoccupazione, in quanto è fino a dieci volte quella che sarebbero considerata di lieve preoccupazione per la salute pubblica”