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La conserve di pomodoro (passate, salse, pelati) sono uno dei prodotti più venduti nei supermercati italiani. Non è infatti un caso che l’Italia, da molti anni, si mantenga nella top 5 dei produttori mondiali di pomodoro da industria. Nel 2015 la produzione è stata di circa 54 milioni di quintali, con un incremento del 10% rispetto al 2014, dovuto anche all’aumento della superficie investita, che nel 2015 è stata quantificata in circa 73 mila ettari, +9% rispetto al 2014.

SALUTE

Da un punto di vista nutrizionale quasi tutti i prodotti presi in considerazione si equivalgono poiché gli ingredienti sono più o meno sempre gli stessi (pomodori, sale e in alcuni casi acido citrico come correttore di acidità o zucchero). 

Il pomodoro utilizzato per la preparazione delle passate perde, durante il processo di lavorazione, parte delle proprie sostanze nutritive, come minerali e vitamine, mentre altre sostanze, come ad esempio il licopene (antiossidante responsabile della colorazione rossa della bacca) vengono rese “biodisponibili”, ovvero maggiormente assimilabili dall’organismo.

Quotidiano Sostenibile mette a disposizione del consumatore una funzionalità nella pagina della classifica, che offre la possibilità di ordinare i prodotti della categoria (così come di tutti gli altri prodotti presenti nel database) sulla base dei nutrienti presenti nella tabella nutrizionale (es. zuccheri etc).

LE AZIENDE

Di fronte ad un prodotto relativamente “standardizzato” dal punto di vista degli ingredienti, ancora una volta la differenza – in un’ottica di “sostenibilità” – la fanno le aziende e le informazioni che queste mettono (o non mettono) a disposizione del consumatore in tema di impatto ambientale (quantità di energia utilizzata per la preparazione, lo stoccaggio e il trasporto, provenienza e metodi di coltivazione delle materie prime, packaging col quale sono venduti i prodotti) e impatto sociale (trasparenza della filiera, trattamento dei lavoratori).

Trasparenza della filiera. L’origine dei pomodori è per tutti italiana, dunque i recenti scandali sui pomodori provenienti dalla Cina non riguardano il settore delle passate. Ciò nonostante dalle informazioni messe a disposizione dalle aziende produttrici è difficile risalire all’origine esatta della materia prima (tuttalpiù viene indicata la zona di coltivazione) e, soprattutto, è arduo capire se il prodotto che abbiamo comprato sia stato confezionato con pomodori raccolti nel pieno rispetto dei lavoratori lungo tutta la filiera. Sebbene il fenomeno del caporalato sia ormai di dominio pubblico da qualche anno, e nonostante il Consiglio dei Ministri abbia approvato nel novembre 2015 un disegno di legge per il contrasto al caporalato e al lavoro nero in agricoltura, è difficile  il pieno rispetto dei diritti di chi coltiva la terra. La controversa filiera del pomodoro italiano è un tema di interesse anche all’estero. Ad esempio nel 2013 è stato avviato il progetto “Pomodori dall’Italia” da parte delle iniziative per il commercio etico di Norvegia (IEH), Inghilterra (ETI) e Danimarca (DIEH). In tal senso Bjart Pedersen di NorgesGruppen, il principale distributore norvegese che detiene il 40% del mercato alimentare norvegese afferma: “se non riusciamo a ottenere dei risultati tangibili su questo tema saremo costretti a orientare i nostri acquisti verso altri mercati“.

Best Practices. Quotidiano Sostenibile ha di recente contattato le aziende produttrici per avere informazioni sulla gestione della filiera del pomodoro (“Chi ha raccolto i pomodori della mia passata?”). Di seguito, a titolo esemplificativo, indichiamo un’azienda che da al consumatore informazioni  puntuali sulla gestione della filiera.

Finagricola quotidianosostenibile

Il consumatore attraverso il sito di Finagricola può conoscere l’appezzamento di provenienza, i controlli, il percorso logistico seguito ed altre informazioni sul prodotto confezionato acquistato. L’azienda ha inoltre adottato un modello di sviluppo sostenibile nel pieno rispetto dei lavoratori impiegati negli stabilimenti produttivi e melle aziende agricole.

Ricordiamo che le informazioni sulle performance sociali ed ambientali delle aziende sono reperibili nelle schede informative delle singole aziende, così come nella pagina della classifica che offre la possibilità di ordinare le aziende sulla base delle loro performance.

COME SCEGLIERE IL PRODOTTO MIGLIORE

  • Senza conservanti e coloranti.
  • Agricoltura biologica. Preferire prodotti bio privi di residui derivanti dai pesticidi artificiali e dall’eccessiva concimazione.
  • Filiera. Visti le pesanti ricadute sociali della filiera del pomodoro, optare per produttori che forniscono in etichetta, o attraverso altri canali, informazioni puntuali sulla filiera, capaci  cioè di garantire un corretto sfruttamento delle risorse

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