Nel 2013 è entrata in vigore la legge che vieterebbe di testare sugli animali prodotti cosmetici e da pochi giorni sarebbe stata estesa dalla Corte di Giustizia lussemburghese anche oltre i confini UE.

Ad una prima analisi la 1223/2009, in vigore dal 2013, proibirebbe di testare sugli animali prodotti di bellezza come rossetti, filtri solari o creme rassodanti. Di fatto però la norma così com’è concepita non è in grado di evitare questo tipo di sperimentazioni.

A preoccupare un documento di 15 pagine prodotto dalla Commissione Europea e denominato “Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo e al Consiglio sul divieto della sperimentazione animale e di immissione sul mercato e sullo stato dei metodi alternativi nel settore dei prodotti cosmetici” in cui si legge che “la maggior parte degli ingredienti utilizzati nei prodotti cosmetici è impiegata anche in molti altri prodotti di consumo e industriali, quali ad esempio prodotti farmaceutici, detergenti e prodotti alimentari, e la sperimentazione animale può essere necessaria per garantire il rispetto del quadro giuridico applicabile a tali prodotti”.

Alla discrezionalità dei vari stati sulla spinosa questione, si aggiunga la sentenza della Corte Europea  che, interpellata dal Regno Unito, doveva dare un suo parere sulla possibilità o meno che i test venissero effettuati in paesi terzi al fine della commercializzazione dei prodotti cosmetici fuori dall’Unione. Nella sentenza si legge che “l’accesso al mercato dell’Unione è subordinato all’osservanza del divieto di ricorrere alla sperimentazione animale“.
Di fatto però molte materie prime utilizzate in ambito cosmetico vengono utilizzate anche in campo chimico o farmaceutico, sottostando di fatto ad altre normative che prevedono le sperimentazioni su animali.
Non solo. Sempre nel documento della commissione Europea prima citato si legge che “gli ingredienti utilizzati nei prodotti cosmetici saranno in genere soggetti anche agli obblighi orizzontali previsti dal regolamento Reach (un sistema integrato di registrazione, valutazione e autorizzazione delle sostanze chimiche) e la sperimentazione animale può, in ultima istanza, essere necessaria per completare i rispettivi dati e per portare a termine tali obblighi”.

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