Dalle etichette delle passate che ho acquistato al supermercato, oltre all'origine italiana della materia prima, è pressoché impossibile capire da dove vengano (e chi abbia raccolto) i pomodori finiti nel mio carrello. Così ho deciso di scrivere al servizio clienti. E queste sono state le risposte.

Lo sfruttamento della manodopera straniera durante il periodo della raccolta dei pomodori è un fenomeno ormai conosciuto alla maggioranza dei consumatori. Eppure, dalle etichette dei prodotti che ho acquistato al supermercato, oltre all’origine italiana della materia prima, è pressoché impossibile capire da dove vengano (e chi abbia raccolto) i pomodori finiti nel mio carrello.

Nemmeno i siti delle aziende produttrici (salvo qualche eccezione, come Alce Nero e Altromercato) forniscono informazioni a riguardo. Così ho deciso di scrivere al servizio clienti per avere rassicurazioni a riguardo:

“Spett. [nome azienda], ho acquistato il vs [nome prodotto] e sebbene sia indicata l’origine italiana dei pomodori non sono riuscita a reperire informazioni più dettagliate. Il mio intento era capire se la coltivazione dei vs pomodori non abbia a che vedere con i casi ormai noti di sfruttamento della manodopera straniera. Voi potete darmi garanzie in tal senso?”

E queste sono state le risposte:

1- Pummarò Vellutata Star 

Buon giorno,
la informiamo che i nostri pomodori arrivano dall’Emilia Romagna e dalla Lombardia.

Cordiali saluti.

2- Tomata Casar 

Buongiorno Signora,
Le assicuro che sia la manodopera in fabbrica durante la lavorazione, che la manodopera presente nei campi per la raccolta del pomodoro è composta da studenti Universitari, Persone disoccupate e braccianti agricoli con regolare contratto collettivo e assicurati.

Le garantisco, inoltre, che in Sardegna non c’è mai stato il FENOMENO DEL CAPORALATO, presente purtroppo in altre Regioni del Sud Italia.

Io stesso ho lavorato come stagionale presso la Casar durante gli studi e dopo son stato assunto in azienda.

La invito, qualora capitasse in Sardegna durante la stagione estiva a farci una visita in modo che si possa rendere conto di persona come si lavora sia in fabbrica che nei campi da noi in Sardegna.

Nome e cognome

A disposizione per qualsiasi altra informazione

3- Provvista per il tuo sugo De Rica  (Generale Conserve)

Buongiorno,

come indicato in etichetta i pomodori utilizzati per la nostra Provvista per il tuo sugo sono di origine italiana, coltivati prevalentemente nel territorio modenese laddove è situato il sito produttivo.
Per ciò che concerne lo sfruttamento della manodopera preciso che l’Azienda (come indicato in etichetta) è certificata SA8000 e quindi opera nel rispetto delle norme circa la responsabilità sociale ed etica.

Cordiali saluti

Nome Cognome
Assicurazione Qualità
Generale Conserve Spa

In effetti la certificazione è riportata anche sulla confezione del prodotto, ma, per verificare, ho dato un occhio al sito aziendale e l’unica certificazione che ho trovato nella sezione “certificazioni” è riferita ai prodotti AsDoMar con sede a Olbia. Anche nel sito ufficiale SA8000, Generale Conserve appare nell’elenco delle aziende certificate ma sempre per ciò che riguarda la produzione di prodotti ittici in scatola (AsDoMar). Ho scritto nuovamente al servizio clienti chiedendo ulteriori informazioni in merito e sono ancora in attesa di risposta.

4 – Conserve Italia (Passata La Rustica Cirio e Passata di giornata Valfrutta)

La raccolta e la produzione del pomodoro da noi lavorato avviene, come per tutte le ns altre produzione, seguendo i criteri esposti nel codice etico, di cui le mando in allegato il relativo link.
https://www.conserveitalia.it/index.php/it/il-gruppo/d-lgs-231-codice-etico/codice-etico

Cordiali saluti.
Servizio Consumatori
Gruppo Conserve Italia Soc. coop. agricola

5- Passata Classica De Cecco

Mi hanno ricontattato telefonicamente dicendomi che l’azienda è certificata SA8000, come in effetti risulta dal sito ufficiale.

6 – Così com’è datterino giallo e datterino rosso Finagricola

Gent.le Cliente

 La sua ricerca sul ns. coinvolgimento in casi di sfruttamento della manodopera è stata infruttuosa poiché né Finagricola Soc. Coop. né le aziende agricole socie della Cooperativa sono mai state coinvolte in tali situazioni.

Finagricola crede in un modello di sviluppo sostenibile, la cui declinazione comprende anche gli aspetti dell’equità sociale, cioè la capacità di garantire condizioni di benessere umano (sicurezza, salute, istruzione) equamente distribuite per classi e genere. Evidentemente il rispetto delle norme cogenti vigenti in materia di diritti dei lavoratori è l’elemento fondante su cui realizzare tale modello.

Uno degli aspetti attraverso i quali possiamo darLe evidenza dell’attuazione concreta, in Finagricola, dei principi della sostenibilità sociale riguarda l’adozione del modello Grasp (Globalgap Risk-Assessment on Social Practice), standard volontario concepito per la valutazione degli indicatori sociali, implementato sia presso i tre stabilimenti produttivi di Finagricola che presso tutte le ns. aziende agricole.

L’attuazione di questo standard internazionale, sottoposto ad audit da parte di un Ente terzo di  Certificazione, prevede l’ottemperanza a requisiti quali, ad es.:

            Nomina di un rappresentare degli interessi dei dipendenti, eletto dai lavoratori.

            Istituzione di una procedura che permetta ai lavoratori di fare delle segnalazioni (malcontenti, indicazioni di miglioramento), ad es. attraverso una «cassetta delle segnalazioni».

            Autodichiarazione sulle buone pratiche sociali e rispetto dei diritti umani.

            Accesso del Resp. Lavoratori per la Sicurezza e del Rappresentante dei Lavoratori alla legislazione in materia di diritto del lavoro.

            Disponibilità dei contratti di lavoro sottoscritti dalle parti.

            Evidenza della regolare corresponsione degli stipendi, corrispondenti a quanto previsto dai contratti di lavoro.

            Evidenza che non vengono impiegati minori.

            Sistema di registrazione giornaliera delle ore di lavoro e degli straordinari.

            Evidenza che le ore di lavoro e le pause siano in linea con le norme vigenti.

            Evidenze della corretta implementazione del modulo GRASP da parte di tutti i membri del gruppo (perciò anche da parte delle aziende agricole).

            Garanzia di pari opportunità tra le persone: uomini e donne, italiani e stranieri (comunitari ed extracomunitari). Dei 2.500 dipendenti di Finagricola oltre il 70% è costituito da donne, italiane ed extracomunitarie.

 Le segnalo inoltre che Finagricola aderisce a SEDEX, organizzazione no profit che si occupa degli aspetti etici e di responsabilità sociale nelle imprese, che gestisce una piattaforma di condivisione dei  dati etici delle catene di fornitura.

 A riprova dell’approccio di Finagricola sulle tematiche di cui sopra Le segnalo due eventi a cui  siamo stati invitati a partecipare nei mesi di settembre e ottobre 2015. Si è trattato di due convegni in EXPO (di cui le allego i programmi) sui temi della sostenibilità e delle certificazioni nel settore agroalimentare, in cui sono state affrontate anche le tematiche del “lavoro nero” e dello sfruttamento della manodopera straniera, spesso accostate alle aziende del Sud Italia.

Qualora volesse anche prendere visione di un estratto del ns. intervento al convegno “Le certificazioni nell’agroalimentare: una garanzia di qualità e competitività in Italia e nel mondo” – EXPO Milano 2015, 6 ottobre 2015 Le invio il link relativo:

https://www.largoconsumo.info/dettaglio_notizia?notizia=Certificazione-e-qualit%C3%A0-nella-filiera-dell%E2%80%99agroalimentare&documentId=243384

 Nella speranza di aver fugato i sui dubbi le segnalo che rimango a Sua disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti e Le porgo distinti saluti.

 Nome Cognome

Ancora in attesa di risposta:

Carrefour per Passata con Basilico 

La Torrente per Passata Tradizionale

 

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