UN DATO ALLARMANTE

Nel rapporto “Lo Stato Mondiale della Pesca e della Acquacoltura (SOFIA)” emerge un dato preoccupante: circa un terzo degli stock del pesce pescato per la messa in commercio viene pescato a livelli biologicamente non sostenibili, percentuale triplicata rispetto al 1974.  Le categorie di pesce più a rischio sono tonni, acciughe, sardine, naselli, triglie, sogliole e orate.

UNA DOMANDA IN COSTANTE AUMENTO

La domanda in aumento, che si va ad aggiungere a quella dei paesi in via di sviluppo, non può essere soddisfatta e ciò va a discapito delle popolazioni dei paesi più poveri che fanno affidamento a questa fonte di alimentazione per la loro sussistenza. Un rapporto pubblicato dalla FAO il 7 luglio 2016 ci rivela che il consumo di pesce ha superato i 20 chilogrammi all’anno per persona, anche a causa di una maggiore offerta derivante dall’acquacoltura e dalla pesca record per alcune specie.

UN TESORO IN ESAURIMENTO

Le popolazioni dei paesi industrializzati sono state incoraggiate negli ultimi anni ad aumentare l’assunzione di pesce in virtù della presenza degli Omega-3, acidi grassi polinsaturi che secondo diversi studi, aiuterebbero nella prevenzione delle malattie cardiovascolari poiché hanno la capacità di ridurre il colesterolo (ma non si dimentichi che possiamo trovare gli Omega-3 anche in cibi di origine vegetale come semi di lino, noci, vegetali a foglia verde e alghe).

Un dato importante è scritto nel Rapporto Sofia in termini di sicurezza alimentare e di sostenibilità ambientale: quasi il 50% della produzione mondiale di esseri viventi provenienti dall’acquacoltura (crostacei, carpe e alghe) non sono foraggiate artificialmente.
Dal 2007 ad oggi il dato rimasto invariato è che circa il 31% degli stock ittici naturali monitorati da FAO è soggetto a pesca eccessiva.
Nel Mediterraneo la situazione è allarmante: il 59% degli stock di naselli, sardine, triglie, sogliole e orate sono sottoposti a livelli di pesca biologicamente non sostenibili.

Le tecniche sotto accusa

La stessa FAO sottolinea la necessità di maggiori controlli per contrastare la pesca eccessiva e modalità di pesca che compromettono l’equilibrio marino.
Tra queste, la tecnica della pesca a strascico – in Italia sottoposta a restrizioni – che distrugge qualsiasi cosa i pescherecci incontrino sul fondale, tra cui pesci non destinati al consumo, coralli, alghe e invertebrati, mettendo conseguentemente a rischio l’equilibrio dell’ecosistema marino.
Altra tecnica non sostenibile per la pesca del tonno o del pesce spada è il palamito o palangaro, una particolare pesca con ami. Oggi molti pescatori prelevano con questi ami anche pesci che ancora sono piccoli, sotto i 5 kg, che non hanno dato al mare la loro progenie.

Lo studio “Catch reconstructions reveal that global marine fisheries catches are higher than reported and declining” pubblicato su Nature Communications dai canadesi Daniel Pauly e Dirk Zeller di Sea Around Us ha riportato che il 30% del pescato totale mondiale non viene dichiarato, 1 pesce su 3 quindi sarebbe pescato e “nascosto”. I dati sono preoccupanti si parla di circa 32 miliardi di kg occultati alla legge ogni anno.

Gli italiani preferiscono il sostenibile

Il 77% degli intervistati italiani da Greenpeace dichiara di essere disponibile a pagare di più il pesce avendo garanzie sulla sua sostenibilità e che il 91% è disposto a cambiare le proprie abitudini per ridurre lo sfruttamento eccessivo e tutelare il mare. Quasi la metà degli intervistati italiani mangia pesce almeno una volta alla settimana e lo acquista al supermercato. “Il consumatore predilige nell’acquisto alcune varietà come acciughe, pesce spada, tonno e merluzzo sostenute da un mercato che favorisce i prodotti derivanti da una pesca industriale non sostenibile”. A sostenerlo Serena Maso, di Campagna Mare Greenpeace Italia.
Per questo è fondamentale informare il più possibile il consumatore al fine di consentirgli di fare scelte responsabili: degli intervistati infatti solo il 28% conosce la nuova normativa sull’etichettatura del pesce fresco e solo l’11% del campione sa che è obbligatorio segnalare sull’etichetta quali attrezzi da pesca sono stati utilizzati.

Quali pesci scegliere
Segui i consigli delle guide ai consumi ittici che trovi di seguito per fare acquisti più consapevoli

GUIDE UTILI

Una guida interessante e completa per saperne di più la fornisce Slowfood con la sua campagna “Mangiamoli Giusti” 

La guida di WWF
http://awsassets.wwfit.panda.org/downloads/wwf_sai_che_pesci_pigliare_tascabile.pdf

La guida di Consumaregiusto
http://consumaregiusto.it/#guida

commenti (0 )

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato

Puoi usare questi tag e attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>