Via libera all'eliminazione in etichetta della scadenza dell'olio di oliva Quotidiano Sostenibile

La Camera dopo un acceso dibattito in aula recepisce le direttive comunitarie che permetteranno ai produttori di olio di oliva di eliminare la data di scadenza dalle confezioni. L'ennesimo regalo alle multinazionali secondo Coldiretti.

Dopo il voto favorevole del Senato di aprile la Camera ha dato il via libera definitivo della Camera alla norma che permette ai produttori di olio di oliva di eliminare dalle proprie confezioni la data di scadenza. Viene così recepita la legge europea 2015-2016 che riguarda anche la qualità e la trasparenza della filiera dell’olio: d’ora in poi sarà possibile vendere l’olio extravergine “vecchio”, ovvero che supera il termine minimo di conservazione di 18 mesi precedentemente previsto dalla normativa italiana.

Il recepimento della norma prevede inoltre l’abolizione del colore (“cromatura”) differente delle etichette delle miscele di oli comunitari per distinguerli da quelli Made in Italy – che essendo immediatamente riconoscibile permetteva ai consumatori di distinguere il prodotto nazionale da quello proveniente da altri Paesi – a favore di un’indicazione stampata con inchiostro indelebile.

Secondo il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo ora “la data di scadenza non sarà più di 18 mesi, ma potrà essere decisa liberamente dagli stessi imbottigliatori, il che equivale di fatto a cancellarla, poiché ognuno potrà metterla in base ai propri interessi commerciali ed è evidente il rischio che in molti ne approfitteranno per smaltire l’olio vecchio”. Ciò farà venire menoun’importante misura di salvaguardia per il consumatore, poiché numerosi studi hanno dimostrato che con il tempo l’olio di oliva modifica le proprie caratteristiche“. Con l’invecchiamento infatti “l’olio comincia a perdere progressivamente tutte quelle qualità organolettiche che lo caratterizzano (polifenoli, antiossidanti, vitamine) e che sono alla base delle proprietà che lo rendono un alimento prezioso per la salute in quanto rallentano i processi degenerativi dell’organismo“. Come per il vino, sempre secondo la Coldiretti, sarebbe importante introdurre l’obbligo dell’indicazione in etichetta dell’annata della raccolta.

Insomma “un altro regalo alle multinazionali” secondo Moncalvo, le quali hanno già avuto dall’Unione Europea “un regalo da 110 milioni di euro  grazie allo sconto di 1,24 € al chilo che è stato concesso con il nuovo contingente agevolato di 35 milioni di chili dalla Tunisia e che va ad aggiungersi alle attuali 56.700 tonnellate a dazio zero già previste dall’accordo di associazione UE-Tunisia, portando il totale degli arrivi agevolati annuale oltre quota 90mila tonnellate, praticamente pari a tutto l’import in Italia dal Paese africano”.

Secondo il ministero delle Politiche Agricole invece “l’olio d’oliva non ha mai avuto data di scadenza, bensì ha un termine minimo di conservazione che resta e rimane obbligatorio sotto responsabilità del produttore, così come l’indicazione chiara ed evidente dell’origine in etichetta“. Il Ministero, sottolineando come siamo tra i Paesi con il maggior numero di verifiche in Europa, fa notare come recentemente sia stato rafforzato il quadro sanzionatorio contro le frodi relative all’olio di oliva, in particolare per il cosiddetto country sounding, vale a dire la sanzionabilità, per la prima volta, dell’evocazione di un’origine geografica dell’olio diversa dall’origine dell’olio stesso, anche se correttamente etichettato. Tra le altre sanzioni previste: il mancato rispetto del regolamento sugli imballaggi, la mancata o difforme indicazione in etichetta dell’informazione sulla categoria di olio ed il mancato rispetto dell’obbligo di tenere i registri degli oli d’oliva e di sansa d’oliva.

 

 

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